Francesco Rizzo nasce a San Salvatore di Fitalia nel 1915. Diplomatosi come perito industriale nel Regio Istituto Tecnico Industriale di Messina, presta servizio militare nella Libia dove si appassiona e studia gli lingua, cultura, usi e costumi della popolazione libica. Rientrato in Patria nel 1939, inizia a lavorare nelle Ferrovie. Ma Francesco Rizzo, oltre ad essere un integerrimo funzionario, è anche un poeta forbito e delicato, un narratore eccellente, mentre nel campo della ricerca storica dimostra di essere un appassionato competente, ed attento antropologo fitalese.

Opere

  • 1959 l’editore Castaidi di Milano gli pubblica la raccolta di poesie sotto il titolo «Fuochi Fatui».
  • 1961 la Tipografia Cali di Genova pubblica una dotta monografia su S. Calogero Eremita, Patrono di S. Salvatore di Fitalia. In questo volume il Rizzo oltre ad illustrare la vita del santo eremita, parla degli usi, delle tradizioni e dei miracoli compiuti da questo Santo, attraverso i secoli.
  • 1962 vede la luce la raccolta di racconti di vita ferroviaria contenuti nel volume «Casello Ferroviario N. 320…».
  • 1969 la prestigiosa Casa editrice Forni di Bologna gli pubblica un volume di duecentocinquanta pagine dal titolo: «Monografia sulla Valle dei Nebrodi formata dal torrente Fitalia». È questa una dotta e originale opera riguardante la storia dei Nebrodi e dei comuni delle sua Valle. Questa pregevole opera ha avuto il plauso, non solo degli storici ma anche delle persone colte e dei lettori in genere, tanto da esaurirsi in brevissimo tempo.
  • Due poemetti umoristici: «Lu cuntatinu pridicaturi» e «Lu girarca vastuniatu», scritti in lingua siciliana, che dimostrano come il Rizzo sia anche un poeta siciliano valido e preparato.