Nato a Patti (ME) il 18 ottobre 1960, dopo le Scuole dell’obbligo a San Salvatore di Fitalia e a Palermo, il liceo classico a Messina, dove ha seguito i corsi universitari e li ha conclusi con il conseguimento della Laurea in Lettere, corso di laurea Lingue e Letterature Straniere Moderne, il Dottorato di Ricerca in Storia Medievale nell’ambito del consorzio Universitario Messina-Palermo-Catania e il post-Dottorato presso l’università di Palermo. Dopo il servizio militare come ufficiale di artiglieria a Modena (attualmente con il grado di Capitano della riserva), ha proseguito la carriera accademica fino alla nomina di Professore associato nell’Università dello Stretto.
La sua attività accademica si è sviluppata nell’ambito dell’insegnamento, della ricerca e della partecipazione attiva a incontri e congressi in ambito nazionale e all’estero, oltre che più volte come membro di collegi di Dottorato, collaboratore e direttore di riviste scientifiche.
Oggetto della sua multiforme attività è stata ed è soprattutto la civiltà medievale nel vasto territorio della Sicilia e del Sud Italia e nei vari aspetti del suo nascere, del suo affermarsi e del suo sviluppo. Anche il territorio di cui siamo parte, la Diocesi di Patti in primis, è stato oggetto privilegiato della sua attenzione e delle sue ricerche.
Frutto di questa straordinaria attività, che si segnala per qualità e passione, è la produzione di una mole impressionante di pubblicazioni davvero pregevoli, che riempiono l’intero arco della sua vita accademica, e si suddividono in studi, monografie, articoli, curatele, traduzioni, bibliografie, contributi, prefazioni e postfazioni, interventi a convegni e/o congressi in Italia e all’estero, ecc. Per i suoi studi su Carlo I d’Angiò ha ottenuto due prestigiosi premi internazionali, il 29 dicembre 1996 il«1° Premio Internazionale di Studi Etnoantropologici Pitrè-Salomone Marino», con il volume Terre, baroni e città in Sicilia nell’età di Carlo I d’Angiò, Messina 1995 e il 3 luglio 2025 il «Premio Internazionale D’Angiò, XIX Edizione, per la sezione Università e Ricerca – Medievista;Curia Vescovile della Diocesi dei Marsi in Avezzano (AQ), Centro Studi Culturali D’Angio’, Scurcola Marsicana (AQ); Comune di Avezzano, per i suoi numerosi contributi sul primo sovrano angiono del regnum Siciliae.
Tra le innumerevoli pubblicazioni, circa un centinaio tra monografie e articoli scientifici, consultabili nel sito ministeriale dell’Anvur, si citano le seguenti:
- Il Vescovato di Lipari-Patti in età normanna (1088-1194). Politica, economia, società in una sede monastico-episcopale della Sicilia, Collana di testi e studi storici, fondata da Carmelo Trasselli e diretta da Salvatore Tramontana, vol. 12, Editore Intilla, Messina 2007, pp. 9-346.
- Nota introduttiva a: F. Pisciotta, Le visite pastorali dei vescovi di Patti a San Salvatore di Fitalia (1537-1925), Messina, 2009.
- Il territorio della Diocesi di Patti nei documenti dell’Archivio Capitolare, in Sicilia Millenaria: dalla microstoria alla dimensione mediterranea, atti del Convegno di Montalbano Elicona (9-10-11 ottobre 2015), a c. di L. Catalioto, G. Pantano, E. Santagati, Collana di testi e studi storici «Mare nostrum. Politica, economia, società e cultura», Reggio Calabria 2017, pp. 83-96.
- Le pergamene medievali dell’Archivio diocesano di Lipari-Patti, in Convegno Regionale «Archivi, memoria e cittadinanza attiva», Associazione Nazionale Archivistica Italiana - Archivio di Stato di Messina (12-15/10/2011).
- Monachesimo greco e Chiesa latina nella Sicilia normanna: laboratorio culturale e sperimentazione politica, in «Religion in the History of European Culture», Messina, 14-17 settembre 2009, vol. 16, pp. 1-18, Biblioteca Francescana - Officina di studi medievali, Palermo 2013.
- Il Rinascimento italiano in Bielorussia, Conferenza internazionale, Ambasciata d’Italia in Minsk - Biblioteca Nazionale della Bielorussia- Accademia della Crusca (22-23/10/2009)
- Le «tre lingue» della piazza medievale. Dal mediolatino al volgare siciliano in alcuni mandati regi di età aragonese, in «IX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo», Ambasciata d’Italia a Minsk - Università Statale di Bielorussa – Accademia della Crusca (20-26/10/2009).
- Progetto di cooperazione e sviluppo culturale «ItaRus», Museo Centrale della Marina Militare di San Pietroburgo - Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo-Consolato Generale d’Italia (23/03/2010).
- Claude Cahen, Le régime féodal de l'Italie normande, thèse complémentaire de l'Université de Paris, éditions P. Geuthner, Paris 1940 (Il regime feudale dell’Italia normanna), traduzione, prefazione e a cura di Luciano Catalioto, Collana di testi e studi storici «Mare nostrum. Politica, economia, società e cultura»: «Inedita et Rara», vol. IV, Reggio Calabria 2023.
- Il Vescovato di Lipari-Patti in Età sveva (1196-1266), in «Immagini, scritture, pietre. Territorio e identità nella storia di Sicilia», Convegno di studi internazionale, Messina-Furnari, 10-11 novembre 2018, a cura di Luciano Catalioto, Raffaele Manduca, Luigi Santagati, in «Archivio Nisseno», Anno XIII n. 24, Supplemento II (Gennaio-Giugno 2019), pp. 77-96.
- Gli Altavilla e la Chiesa di Roma in Sicilia: il Valdemone tra cultura greca e latinizzazione, in «Ricerche storiche nella zona tirrenica della Provincia di Messina. Dal neolitico alla fine del feudalesimo», Atti del I convegno Internazionale, Montalbano Elicona, 7-8 sett. 2012, in «Mediaeval Sophia», Studi e ricerche sui saperi medievali, E-Review semestrale dell’Officina di Studi Medievali, 14 (luglio-dicembre 2013), pp. 197-210.
- Léon-Robert Ménager, Uomini e istituzioni dell’Italia normanna, parte prima, Traduzione, prefazione e a cura di Luciano Catalioto, Collana di testi e studi storici «Mare nostrum. Politica, economia, società e cultura»: «Inedita & Rara», vol. V, Leonida Edizioni, Reggio Calabria 2025.
- Potere politico, stanziamenti e flussi demici nella Sicilia pre-islamica: dalla provincia romana al thema di Sikelia, in «Humanities», Anno XIII, N° 26, Dicembre 2024, pp. 1-25.
- Potere politico, movimenti demici e mutazioni antropiche nella Sicilia degli Emiri (827-1091), in «Galleria», Anno V, N° 12 Aprile-Giugno 2024, pp. 28-46.
- I «Lombardi» di Sicilia: una migrazione tra XI e XIII secolo, in «Mediaeval Sophia», Studi e ricerche sui saperi medievali, E-Review semestrale dell’Officina di Studi Medievali, 25 (gennaio-dicembre 2023), pp. 17-35.
La contessa Adelasia Incisa del Vasto e gli Aleramici nella Sicilia normanna: latinizzazione e insediamenti gallo-italici, un patrimonio isolano, Convegno di studi «Sicilia millenaria. Dalla microstoria alla dimensione mediterranea. Nuove ricerche e prospettive storiografiche sulla storia di Sicilia», V edizione, a cura di A. Cucuzza, F. Imbesi e L. Santagati, Sala del Museo tematico, Ramacca (CT), 22-23 ottobre 2022, in «Galleria», Anno IV - N° 10 (ottobre-dicembre 2023), pp. 4-25.
- La conquista normanna della Sicilia: cristianizzazione, latinizzazione e propaganda anti-islamica degli Altavilla, atti del 3° Convegno «L’eredità universale di Ruggero II. Provenienze culturali e itinerari verso il Regno» (Complesso Monumentale di San Domenico-Cefalù, 25/02/2022), Archeoclub d’Italia, sezione di Cefalù (PA), in «Galleria», Anno III - N° 7 (2023), pp. 131-161.
- Politica e Chiesa nella Sicilia angioina (1266-1282), collana «Mediterraneo. Culture, società e istituzioni tra Medioevo ed Età contemporanea», n. 12, Aracne 2022.
- Il clero di Palermo e Monreale in età angioina: gli episcopati del «Cancellarius » Jean du Mesnil (1273-1276) e del Cardinale Giovanni Boccamazza de Tusculo (1278-1285), in «Galleria», Anno III - N° 5 (Maggio-Agosto 2022), pp. 97-136.
- Cives et rugae all'ombra del monastero benedettino di San Salvatore a Patti: dalla fondazione della urbs al risveglio della universitas hominum civitatis, in «Galleria», Anno II - N° 2 (Gennaio-Giugno 2021), pp. 126-151.
- Dinamiche sociali e ascesa del ceto mediano a Messina in età angioina: “Amalfitani” e altri operatori regnicoli nel controllo della zecca e nella direzione degli uffici provinciali, in «Rassegna del Centro di cultura e storia amalfitana», Nuova Serie XXX, nn. 59-60 (Gennaio-Dicembre 2020), pp. 93-142.
- Carlo d’Angiò e la conquista del regnum Siciliae tra mito della «pietas» e denuncia di «mala signoria», in «La Sicilia dei Lanza. Origini e rapporti del casato con altre famiglie della nobiltà feudale nell’Isola», Convegno di Studi Storici (Brolo, 5 ottobre 2019), in «Archivio Nisseno», anno XIII n. 25, Supplemento I (luglio-dicembre 2019), pp. 41-53.
- I “Signori dell’Isola” nell’Età aragonese: vecchia feudalità e «novi milites» alla conquista del potere fra Tre e Quattrocento, «Regno d’Aragona, Pisa e Sicilia nel Mediterraneo-Logiche di potere del casato La Grua Talamanca signori di Carini e loro rapporti con la casa reale aragonese e altre famiglie della nobiltà feudale siciliana», Convegno di studi, Castello La Grua Talamanca, (Carini, 18 maggio 2019), in «Archivio Nisseno», anno XIII n. 24, Supplemento I (gennaio-giugno 2019), pp. 51-67.
- «Gentes linguae latine», feudatari normanni e insediamenti benedettini in Sicilia tra XI e XII secolo, «Dalla microstoria alla dimensione mediterranea». Nuove ricerche e prospettive storiografiche sulla storia di Sicilia, Convegno di studi - III edizione (Messina-Rometta Marea, 8-10 novembre 2019), in «Archivio Nisseno», anno XII, n. 23 (lug.-dic. 2018), pp. 85-103.
- La «Storia di Manfredi» di August Karst. La critica storica sincrona e la sua lettura nel XX secolo, «Bullettino dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo», 120 (2018), pp. 157-168.
- Bartolomeo Varelli de Lentino: un vescovo ribelle tra Svevi e Angioini (1252-1284), in Medioevo per Enrico Pispisa, Scritti promossi e curati da L. Catalioto, P. Corsi, E. Cuozzo, G. Sangermano, S. Tramontana e B. Vetere, Centro Internazionale di Studi Umanistici, vol. 5, Messina MMXV, pp. 75-111.
Nato a San Salvatore di Fitalia (ME) il 23 dicembre 1966 Alfio Ricca, frequentò le scuole elementari e medie nel paese natìo e il liceo scientifico Lucio Piccolo a Capo d’Orlando; dopo la maturità, si iscrisse all’Università di Palermo, dove conseguì la laurea in Farmacia.
Completò la sua crescita umana e spirituale aggiungendo agli impegni scolastici la duplice esigenza della musica e della poesia: coltivò lo studio del clarinetto, del pianoforte e della chitarra e, sin dagli anni del liceo, cominciò a cantare in versi il suo mondo, i suoi sogni, le sue angustie e le sue speranze.
Esercitò il lavoro di farmacista in diversi posti della Sicilia, approdando infine a Palermo, ma serbando vivo nel cuore il ricordo del suo paesello odiato e amato, che divenne anch’esso materia delle sue nostalgie e del suo canto.
Duramente e tragicamente provato negli affetti familiari, la sua poesia divenne sempre più intima e sofferta, e tuttavia aperta alla speranza, anche quando un male inesorabile lo privò prima della vista e poi della vita il 23 giugno 2015, a 50 anni non ancora compiuti.
Sette sue composizioni erano state pubblicate nella raccolta Viaggi di Versi. Nuovi Poeticontemporanei, Roma, 2013.
Nell’agosto del 2015, pochi mesi dopo la sua morte, si è organizzato a San Salvatore il primo ed unico Premio Alfio Ricca; nello stesso anno Alfio ebbe un riconoscimento postumo con targa e medaglia al premio internazionale Città di Varallo.
Nel 2020 molte delle sue poesie sono state pubblicate da don Francesco Pisciotta in Una voce nel silenzio. Poesie di Alfio Ricca.
Figlio di Francesco e Armeli Angiolina, è nato il 23 febbraio1935 a San Salvatore di Fitalia (ME), dove era chiamato di solito Mario.
Dopo la maturità classica, si laureò in Medicina e Chirurgia all’università di Bologna, conseguendo poi la specializzazione in Stomatologia. Ha esercitato come medico specialista ambulatoriale nel Reparto di Chirurgia maxillofacciale nell’ospedale Carlo Poma di Mantova; ha svolto servizio al Pronto Soccorso ed è stato incaricato di Traumatologia e Odontoiatria. Ha svolto inoltre la libera professione per circa quarant’anni.
Dal 1997 al 2015 è stato socio del Lions Club Mantova Host, dove ha pure ricoperto la carica di presidente nel biennio 2007/2008. È stato anche presidente per due mandati della FEDERSPEV (Federazione Sanitari Pensionati e Vedove) e, successivamente, amministratore straordinario. È stato infine consigliere dell’Ordine dei Medici. Sposato con Franca, è padre di Francesco e nonno di Marco.
Nel 2016 ha dato alle stampe Dai Nebrodi al Mincio, in cui si abbandona con nostalgica emozione alle memorie della sua infanzia e della sua giovinezza nel suo paese d’origine; espone con garbo l’avventura e le fatiche degli studi superiori e dell’università a Patti a Palermo; rievoca con passione la maturazione umana e professionale. Il testo è arricchito da profonde riflessioni sul valore della vita, sul significato del tempo e sul mistero della morte, alla quale si avvia consapevole e pieno di speranza nell’oceano di luce che Dio prepara per chi a Lui si affida.
Non si hanno notizie sicure sulla sua nascita, sul suo ingresso nell’Ordine dei PP. Domenicani, sugli studi, sul noviziato, sugli Ordini sacri e sulla morte. Allo stato attuale, si può presumere che sia nato nell’ultima decade del 1600 e sia morto dopo il 1753. La documentazione in nostro possesso ci consente di collocare la sua attività tra il 1507, data delle sua nomina a Rettore del Seminario pattese, e il 1753, quando concluse il suo mandato.
Originario di S. Salvatore, dottore in Diritto, Filosofia e Teologia, il domenicano fra Giacinto Maria Musarra fu nominato rettore del seminario da mons. Ettore Algaria nel 1707; mantenne la carica per oltre 45 anni, sotto i successori mons. Pietro Galletti e Giacomo Bonanno, fino al 1753.
Nonostante questo impegno, fra Giacinto mantenne sempre rapporti significativi, anche istituzionali con il paese d’origine: in uno dei medaglioni a forma di cuore nel reliquiario di San Calogero leggiamo che nell’anno giubilare del 1725, mentre egli era rettore del Santuario, fu costruita per le reliquie di San Calogero la cassetta argentea, prima di legno; nel febbraio del 1727, in qualità di tutore, difese i diritti dei seminaristi Calogero e Antonino Musarra; nel giugno del 1729 chiese al vescovo di intervenire nelle interminabili controversie tra il clero del SS. mo Salvatore e quello di Santa Maria (le due parrocchie erano ancora distinte e soggette la prima al vescovo di Patti, l’altra a quello di Messina); nell’ottobre del 1753, in qualità di rettore del Seminario, dichiara d’aver percepito il frutto del gran podere di Puzzo, forse per la piazza franca (cioè un posto gratis compreso di vitto alloggio e scuola) di cui godevano due seminaristi fitalesi.
Sotto la sua guida, il seminario pattese conobbe un periodo di straordinaria vitalità e prosperità spirituale e culturale. Lusinghiero il profilo che di lui traccia il vescovo Giacomo Bonanno nella relazione ad limina inviata a Roma nel 1737; vale la pena riportarlo integralmente in italiano: Da circa trent’anni rettore del Seminario è fra Giacinto Musarra, della terra del SS. mo Salvatore, che con straordinaria competenza ed equilibrio sovrintende alla direzione di esso; molto spesso e con lodevole assiduità, rispettando il metodo in uso nelle pubbliche università, egli ha tenuto corsi sia di Filosofia, sia di tutta la Sacra Teologia a vantaggio della Città e dei luoghi limitrofi, con la partecipazione anche di laici.
Ada Rizzo è nata in Sicilia (Italy) nel 1960, scrittrice e poetessa, promotrice culturale, traduttrice inglese/italiano, Ambasciatrice di Pace Marocco, Indonesia e Kenya, giornalista freelance.
La sua vita è costruita su radici solide e valori tradizionali. Ottimista, allegra, curiosa e creativa, è appassionata di arte e psicologia. Ama cucinare e adora la musica. Dopo una carriera di trenta anni all'IBM Italia, ha deciso di reinventarsi. Da diversi anni, è Life Counselor con un approccio umanistico-relazionale e Facilitatrice in Mindfulness. E’ coinvolta da circa 20 anni e attualmente impegnata in progetti umanitari e volontariato in Kenya.
Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, di forte connotazione autobiografica, intitolato “Volevo il tacco dodici?”, che ha ricevuto una menzione d'onore al Premio Letterario Intercontinentale “Le Nove Muse.”
Nel 2022 ha pubblicato il suo secondo romanzo “Iris Ali di Vetro,” Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini 2024-2025, libro che affronta il delicato tema dei disturbi alimentari (DCA).
Nel 2023 ha pubblicato il suo terzo romanzo “Novanta battiti al minuto,” una storia vera che affronta il delicato tema del trapianto di cuore, per il quale le è stato conferito il Premio Giuria al Premio Letterario Internazionale Cygnus Aureus 2024.
Nel 2024 ha pubblicato “Ventiquattro Carati,” in cui affronta il tema della violenza di genere; un'opera premiata al Premio Internazionale di Arte Letteraria La Via dei Libri, al Premio Internazionale Lord Byron 2024, al Premio Internazionale di Arte Letteraria - per dire no alla violenza sulle donne - Il Canto di Dafne 2024, Premio Nazionale Argentario 2024 & Caravaggio.
Per i temi trattati nei suoi libri, l'autrice ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui: “Premio Internazionale per la Pace e la Difesa dei Diritti Umani Italia 2023”, il “Premio al Merito Civico per la Solidarietà e l'Inclusione delle Persone con Disabilità 2023”, il “Premio di Solidarietà per l'Arte e l'Impegno Civico 2024”, il “Reconocimiento Internacional Mujer Destacada 2024” per la sua dedizione all'arte, alla cultura, ai diritti sulle donne, alla pace e alla giustizia sociale nel mondo. Nel 2024 ha partecipato a un progetto culturale internazionale per la pace e la difesa dei diritti umani, dal quale è nata l'antologia “Arte senza frontiere”, la raccolta poetica che riunisce 36 poeti e artisti internazionali. Il suo contributo poetico "Nel silenzio del mondo" fa parte di questa antologia.
A Dicembre 2024 ha ricevuto:
“International Literature Language Journal” e “Art and Literature Certificate 2024”, Premi conferiti in America per il contributo culturale all’Arte e alla Letteratura in ambito Internazionale.
“Certificate of International Recognition LETTER OF PEACE” riconoscimento per il suo contributo letterario nella promozione Internazionale della Cultura, dei diritti umani, della Pace.
Premio “Best Influential Personality of 2024”
A Gennaio 2025 le sono stati conferiti i riconoscimenti:
Diploma de Honor International Forum for Creativity and Humanity
Premio Internazionale “Cultura senza confini 2025”
Dottorato Honoris Causa per per meriti umanitari
Riconoscimento Internazionale Ambassador of INTERNATIONAL FORUM for CREATIVITY and HUMANITY Kingdom of MOROCCO (IFCH)
Attualmente riveste il ruolo di “Chief Communications Officer, Italia” e “Delegata -Italia “ nell’ambito dell’Evento Letterario Globale: Panorama International Literature Festival 2025
Consulente Onorario de “La Cattedra delle Donne” progetto internazionale socio-educativo-culturale patrocinato da ONU, che promuove l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne.
Membro Onorario e Europa-Africa Coordinator per RRM3, Rinascimento Reinassance Millennium III
Membro ufficiale di CIESART- Camara Internacional de Escritores & Artistas
Parteciperà in veste di co-autrice al Progetto Culturale Internazionale ComPar Poesia 2025 che coinvolgerà 350 autrici dei 5 Continenti per dar voce alle donne e celebrare il loro contributo artistico e culturale nel mondo.
Le sue poesie sulla violenza di genere, “A Light in the Darkness”, “Women” e altre sulla Pace e i diritti umani sono state tradotte in inglese, spagnolo, arabo, greco, polacco e bengali e incluse in varie riviste letterarie e antologie di poesia internazionali cartacee e digitali, come “Atunis Galaxy Poetry”, “Life”, “Contemporary Italian Poetry”, “Our Poetry Archive”, “European Poetry”, “Sindh Courier”, “Saubarna”, “Whispers across Languages”, “Raven Cage” e “USA Humanist Anthology”, “Humanity Magazine Global”, “Orfeu.AL”, “Literary Barcelona Magazine”, “Autumn Poetry Magazine”, “Wordsmith International Editorial”, “The Raft of Dreams
Antonello Pettignano, nato a San Salvatore di Fitalia nel 1960, già Ispettore Onorario per i Beni Culturali è dal 1984 dipendente della Regione Siciliana. Ha operato nel 1985-86 presso il Museo Regionale di Messina e dal 1987 è Funzionario Direttivo della Soprintendenza per i BB.CC.AA. della Provincia di Messina dove si è occupato di tutela paesistica, urbanistica e principalmente architettonica. Ha diretto o partecipato, con vari ruoli, in numerosissimi interventi di restauro monumentale in tutta la provincia.
Coordinatore scientifico del Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne di San Marco d’Alunzio per il quale ha coordinato progetti europei in ambito trasnazionale, collabora per l’archivistica a ricerche sulla pittura bizantina in Italia meridionale e Sicilia con l’Università del Salento di Lecce ed in collaborazione all’Ècole Pratique des Hautes Étudies e del settore bizantino del Collège de France, di Parigi.
Ha vasta esperienza in ambito di organizzazione di eventi, mostre, convegni ed ha curato varie attività di museografia. Si occupa di studi di cheramografia siciliana ed ha pubblicato alcuni studi sull’argomento.
Ha collaborato alle riviste Sikania, Timeto e Paleokastro.
Francesco Rizzo nasce a San Salvatore di Fitalia nel 1915. Diplomatosi come perito industriale nel Regio Istituto Tecnico Industriale di Messina, presta servizio militare nella Libia dove si appassiona e studia gli lingua, cultura, usi e costumi della popolazione libica. Rientrato in Patria nel 1939, inizia a lavorare nelle Ferrovie. Ma Francesco Rizzo, oltre ad essere un integerrimo funzionario, è anche un poeta forbito e delicato, un narratore eccellente, mentre nel campo della ricerca storica dimostra di essere un appassionato competente, ed attento antropologo fitalese.
Opere
1959 l’editore Castaidi di Milano gli pubblica la raccolta di poesie sotto il titolo «Fuochi Fatui».
1961 la Tipografia Cali di Genova pubblica una dotta monografia su S. Calogero Eremita, Patrono di S. Salvatore di Fitalia. In questo volume il Rizzo oltre ad illustrare la vita del santo eremita, parla degli usi, delle tradizioni e dei miracoli compiuti da questo Santo, attraverso i secoli.
1962 vede la luce la raccolta di racconti di vita ferroviaria contenuti nel volume «Casello Ferroviario N. 320…».
1969 la prestigiosa Casa editrice Forni di Bologna gli pubblica un volume di duecentocinquanta pagine dal titolo: «Monografia sulla Valle dei Nebrodi formata dal torrente Fitalia». È questa una dotta e originale opera riguardante la storia dei Nebrodi e dei comuni delle sua Valle. Questa pregevole opera ha avuto il plauso, non solo degli storici ma anche delle persone colte e dei lettori in genere, tanto da esaurirsi in brevissimo tempo.
Due poemetti umoristici: «Lu cuntatinu pridicaturi» e «Lu girarca vastuniatu», scritti in lingua siciliana, che dimostrano come il Rizzo sia anche un poeta siciliano valido e preparato.
Nato a San Salvatore di Fitalia (ME) nel 1946, don Francesco Pisciotta ha compiuto gli studi umanistici e teologici nel Seminario diocesano di Patti.
Ha poi perfezionato quelli teologici a Napoli, quelli giuridici a Roma e quelli umanistici a Messina, conseguendo rispettivamente la licenza in Teologia, il dottorato in Diritto Canonico e la laurea in Lettere Classiche.
In tempi diversi ha svolto servizio pastorale come vicario parrocchiale a Sant’Agata di Militello e a San Salvatore di Fitalia, ad Alcara li Fusi come vicario economo; per brevi periodi anche a Cresta di Naso ed a Martini di Sinagra.
Ha insegnato Religione nelle Suole Statali, dove è stato anche ordinario di Lettere alle Superiori; di recente ha rinunciato volontariamente alla cattedra.
Attualmente svolge il servizio pastorale come parroco nella parrocchia S. Ippolito Martire in Patti; in ambito diocesano ricopre la carica di Vicario giudiziale ed Economo; è inoltre Giudice presso il Tribunale Ecclesiatico Regionale Siculo di Palermo.
Ha dato già alle stampe:
I Sinodi diocesani di Patti nel secolo XVI, Patti, 1996.
San Calogero Patrono di San Salvatore di Fitalia. Notizie, Preghiere, Inni, San Salvatore di Fitalia, 2001.
Giuseppe Pullano e il Concilio Ecumenico Vaticano II, in B. Scalisi (ed.) Mons. Giuseppe Pullano vescovo di Patti, Patti 2005, pp. 191-279.
Evangelizzare i poveri. L’impegno pastorale di Mons. Martino Orsino, vescovo di Patti. Catechismo e preghiere in dialetto siciliano, 3 voll., Messina 2006.
Il De Bono Mortis di Ambrogio e la tradizione pagana e cristiana, Patti 2007.
Rime toscane e siciliane di Mons. Simone Rau e Requesens vescovo di Patti (1658-1659), Patti 2007.
Il ‘Breve’ di Giulio II e la canonizzazione di San Nicolò Politi, in San Nicolò Politi, Atti del Convegno in Alcara li Fusi nel 500° anniversario della canonizzazione, Messina 2008, pp. 27-117.
Le visite pastorali dei Vescovi di Patti a S. Salvatore di Fitalia (1537-1925), Patti 2008.
Le Lettere pastorali di Mons. Angelo Ficarra vescovo di Patti (1936-1957), Patti 2009.
San Salvatore di Fitalia. Ricordi di un ragazzo e nostalgie, Messina 2011.
Saldi nella fede. Riflessioni sulla Parola di Dio del giorno per il tempo di Pasqua (anno c), Patti 2013.
Alcune postille al volume di Enzo Pace su Mons. Angelo Ficarra, in «Itinerarium» 56-57 (2014), pp. 169-180.
Patti Sant’Ippolito. Parrocchia, Centro storico e dintorni, Patti 2016.
Giuseppe Foti. Rime italiane e siciliane, Gioiosa Marea 2019.
Una voce nel silenzio. Poesie di Alfio Ricca, Patti 2020.
L’Abate Francesco Franco del SS. mo Salvatore. Pastore, Educatore, Poeta, Messina 2023.
Nata a San Salvatore di Fitalia l’8 luglio del 1947, da Calogero e Iolanda Rizzo, trascorre la sua infanzia nel sereno ambiente familiare, arricchito dalla passione paterna per la musica, ed in un contesto paesano, pregno ancora di tradizioni e cultura contadina.
Svolge i suoi primi studi tra i Collegi salesiani di Sant’Agata e di Alì Terme per proseguire poi all’Università di Messina, dove consegue la laurea in Pedagogia nel ’69. Si specializza in Lettere, Storia e Filosofia, si interessa di critica letteraria, di studi sul cinema e approfondisce i suoi interessi, vivi fin dall’adolescenza, verso la poesia e le tradizioni popolari.
Insegna per tre anni in varie scuole di Bergamo, poi, tornata in Sicilia, continua ad esercitare la sua professione nella Scuola Media di Gioiosa Marea fino al 2002, quando decide di lasciare per dedicarsi maggiormente ai suoi interessi ed alla famiglia, composta dal marito Diego Scaffidi e dai figli Valentina e Nino.
Dal 2002 presiede il Centro di Cultura Siciliana “Pane e Gelsomini” impegnandosi a sostenere ed organizzare iniziative volte alla valorizzazione delle nostre tradizioni con ricaduta culturale e ricreativa sul territorio.
Nel frattempo ha dato alle stampe varie pubblicazioni, sia in lingua italiana che in dialetto:
Cincu ‘i spadi – Storia da Giujusa la storia della cittadina, con la tecnica dei cantastorie Pungitopo Editore 1995
Muddichi Favole classiche, in dialetto siciliano Armando Siciliano Editore 1997
Il Canto dei Marinai appunti nella memoria di un emigranteTipografia Panta 2003
Giujusa, terra amurusa carrellata di volti, tradizioni e paesaggi gioiosani Armenio editore 2007
Filastrocche del tempo perduto raccolta di filastrocche, preghiere e canti dell’area dei Nebrodi Armando Siciliano Editore
Pensione Ortensia piccola storia di profumi e sangue romanzo Firenze Libri Editore
Tindaro Scurria è nato nel 1947 a San Salvatore di Fitalia.
Ha conseguito la maturità Tecnica Commerciale e subito si è trasferito nel capoluogo lombardo.
Oggi vive ad Assago-Mi con la famiglia.
Inizia la sua avventura di scrittore, per una scommessa, circa dieci anni fa, pubblicando nel 2000 il suo primo romanzo “Quella stretta di mano“, seguito, nel 2004 da “La figlia dell’Onorevole” e da “Lo Sconosciuto“, scritto in collaborazione con una giovane docente di scuola media,Marianna Leone.
Tutti hanno riscosso unanimi consensi da parte di critici e lettori, tanto da spronarlo a continuare nella sua attività letteraria.
Tommaso Musarra nato a San Salvatore di Fitalia (ME), ha frequentato la scuola d’arte per la ceramica di Santo Stefano di Camastra e l’Istituto d’Arte di Caltagirone.
Nel 1959 vince una borsa di studio indetta dalla Regione Sicilia.
Le prime domande per l’insegnamento saranno la nave che lo porterà per tanti porti: conosce la Sardegna col suo sofferto paesaggio, poi i tufi modellati dal tempo della bassa Toscana e le cretose colline senesi, insegna poi in Valdarno, avvolto dal paesaggio quasi violento dei calanchi. Dal 1972 all’80, vive a Prato, questo sarà un periodo d’impegno civile e politico.
I momenti delle riforme, dei genitori nella scuola, dei consigli d’istituto, delle lotte per certe vittorie, che chiameranno classi misti e lezioni fatte tra la gente, come l’incontro tra gli alunni ed i sopravvissuti dai campi di sterminio nazisti. Saranno anche attimi di crisi con altri.
La grinta di Musarra è di quelle serene, di quelle che mettono a tappeto senza colpire.
Qui, in una cittadina voluta industriale, su più livelli vede le tante facce della vita che cambia, le crisi della solitudine, affronta anche questo a suo modo, senza drammi, con la serenità di chi non sa rinunciare a credere che tutto questo abbia un limite ed una giusta fine.
Per quattro anni fa pure il decoratore in una fabbrica di ceramiche di Calenzano. Decora lampade, Madonne, figure di animale, tigri, leopardi, cani da compagnia, ma così potrà usare i forni per cuocere i suoi lavori.
Impara il ritmo richiesto dalla produzione e dopo i colleghi di scuola conoscerà il mondo operaio.
Nel’76 acquista una casa nelle campagna di Castiglione Fiorentino, in quel cascinale restaurato in più tempi, preparato pian piano, avrà il suo vero mondo.
Gaetano Catalano, nato a S. Salvatore di Fitalia il 15 Febbraio 1926 e morto a Messina il 14.01.2011, ha conseguito nel Luglio 1947 la laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode accademica presso l’Università di Messina. Ha quindi ricoperto il ruolo di assistente presso la cattedra di diritto amministrativo e di diritto ecclesiastico nell’ Università di Catania dal 1948 al 1951. Ha altresì svolto attività di assistente dal 1951 al 1956 presso la cattedra di diritto ecclesiastico nell’ Università di Parma. Nel 1952 il Ministero de la Pubblica istruzione gli assegna, come vincitore di un relativo concorso, una borsa di perfezionamento in studi giuridici. Altre tre borse di studio gli sono altresì assegnate dal Ministero degli Affari Esteri per la Francia e la Spagna. Consegue la libera docenza in diritto ecclesiastico nel 1958 e torna a Catania per insegnare dal 1958 al 1962 “Storia dei trattati e politica internazionale”. Per lo stesso periodo ed anzi fino al 1975 viene incaricato dell’ insegnamento di “Esegesi delle Fonti del diritto italiano” presso l’ Università di Palermo. Vincitore del concorso a cattedra di diritto ecclesiastico svoltosi nel 1963, con deliberazione unanime, viene chiamato a far parte della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, dove insegnerà per incarico e per un biennio “Storia e sistemi delle relazioni tra Stato e Chiesa”. Ha tenuto altresì per incarico l’insegnamento del “Diritto ecclesiastico” presso la Università di Messina dal 1969 al 1973. Nell’ Ottobre del 1985 è stato chiamato a ricoprire la cattedra di diritto ecclesiastico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università “La Sapienza” di Roma. é stato più volte eletto componente di commissioni giudicatrici di concorsi per libera docenza e per cattedra.
Tra le sue pubblicazioni (oltre 150) vanno ricordati:
“Le ultime vicende della Lagazia Apostoloca di Sicilia”
“Il diritto di libertà religiosa”
la “Problematica giuridica dei Concordati”
“Sovranità dello Stato e autonomia della Chiesa”
Catalano era socio di numerose associazioni culturali italiane ed estere e riveste la carica di componente nazionale della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo.
Procuratore legale e Avvocato cassazionista è stato insignito della “Toga d’oro” dall’ Ordine degli avvocati di Messina in relazione al cinquantesimo della sua attività professionale.
Avvocato presso i Tribunali Ecclesiastici.
Con decreto ministeriale del 20 Febbraio 2002 gli è stato conferito il titolo di “Professore emerito” in ragione del fatto che ben poteva essere considerato “un maestro del diritto in Italia e fuori dai confini nazionali”.
Pagina aggiornata il 11/05/2026
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